Riserva Naturale Integrale Complesso Immacolatelle e Micio Conti

Riserva Naturale Integrale Complesso Immacolatelle e Micio Conti
Indirizzo 95027 San Gregorio di Catania CT, Italia
Punti di contatto
Cap 95027
Modalità di accesso

accesibilità limitata a persone con disabilità

Situata tra l'Etna e il golfo di Catania, la Riserva Naturale Integrale Complesso Immacolatelle e Micio Conti, istituita nel 1998, tutela un complesso di grotte laviche che si estende per 25 ettari, in un tipico paesaggio agrario caratterizzato dalla presenza di antichi rifugi di pastori ("casudde") e muri a secco.

Dall'alto, la Guardiola Cantarella, una garitta spagnola del '600, domina la Riserva. Il Complesso Immacolatelle e Micio Conti è costituito da un sistema di nove cavità vulcaniche all'interno di un campo lavico a morfologia hawaiiana. Nelle grotte Immacolatelle, due crolli hanno diviso un unico tunnel lavico in più parti, dando origine ad un complesso di quattro grotte. All'interno delle cavità sono presenti interessanti morfologie: nella Micio Conti il passaggio della lava ha lasciato striature sulle pareti e piccole stalattiti di rifusione sulla volta; nelle quattro grotte Immacolatelle rotoli di lava alla base delle pareti e lave a corde ornano il pavimento; nella Grotta dei Tedeschi, una "cascata" di apparati radicali della sovrastante vegetazione pende dalla volta.
Tra i mammiferi, rilevante è la presenza del Quercino (Eliomys quercinus) oltre alle abbondanti popolazioni di Coniglio (Oryctolagus cuniculus) e Donnola (Mustela nivalis). Le numerose grotte di scorrimento lavico ospitano specie di Chirotteri (pipistrelli) fra quali il Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum).Tra i rettili si segnala la presenza del Colubro leopardino (Elaphe situla) e il Gongilo (Chalcides ocellatus). Tra l'avifauna spiccano i rapaci come la Poiana (Buteo buteo), il Gheppio (Falco tinnunculus) e il Barbagianni (Tyto alba) che nidificano nel territorio della Riserva.
Alcuni lembi di vegetazione forestale a Quercia virgiliana (Quercus virgiliana) che, unitamente alla Quercia amplifolia (Quercus amplifolia) e al Bagolaro (Celtis australis), formano dei boschi termofili, una vera rarità per l'intero comprensorio etneo. Sulle creste rocciose si scorge l'Euforbia arborescente (Euphorbia dendroides) che, assieme all'Alaterno (Rhamnus alaternus), l'Olivastro (Olea europea), il Terebinto (Pistacia terebintus) ed altre piante mediterranee, tende a ricostituire una tipica vegetazione di macchia. E' presente la rara Aristolochia altissima e la Serapias vomeracea, una graziosa orchidea.

Recensione a cura del Centro Universitario per la tutela e gestione degli ambienti naturali e degli agro-ecosistemi.

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